Il nodo blu

La nostra scuola ha aderito all’iniziativa cittadina in riferimento a “Un nodo blu fuori dal comune” in occasione della “giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola.” In ogni classe si sono avviate delle iniziative atte a promuovere delle riflessioni rispetto al tema, tra l’altro in continuità con quello dell’indifferenza affrontato durante le scorse settimane. I bambini e le bambine hanno avuto modo di conoscere ed ascoltare una favola scritta per l’occasione (rintracciabile sul sito del comune di Bergamo) che fa riferimento all’iniziativa.

Dopo l’ascolto della storia ed il confronto in cerchio nel quale si sono condivise le riletture dei bambini, si sono avviati dei giochi attraverso i quali vivere con il corpo il senso del nodo da sciogliere e districare, accompagnando il gesto con parole “gentili”. Il bullismo non ha a che fare con i litigi tra amici perché quelli fanno parte del rapporto, l’attenzione è stata posta sulla scelta della modalità da attuare per cercare risolverli e sul fatto che non bisogna restare indifferenti di fronte ad episodi di prevaricazione.

Successivamente si è chiesto ai bambini e alle bambine di provare a comporre dei nodi per poi cercare di districarli, richiamando il simbolismo dell’iniziativa. La richiesta di aiuto ai compagni è emersa spontaneamente.

Insieme si è progettato la parte relativa alla documentazione: come rappresentare questa esperienza per condividerla con le proprie famiglie?

Un cartellone e braccialetti personali!!!

Il futuro ci fa visita

In un servizio zero sei collocato all’interno di un istituto comprensivo la relazione e la comunicazione tra gli operatori educativi è facilitata qualora ci si sente custodi della storia progressiva di ciascun/a alunno/a in cui passato, presente e futuro sono fortemente connessi. Ogni esperienza riceve qualcosa da quelle che l’hanno preceduta e modifica la qualità di quelle che seguiranno, ecco perché i progetti di raccordo tra nido/infanzia ed infanzia/primaria sono pensati in equipe.

L’insegnante che accoglierà i bambini e le bambine l’anno successivo è invitato a condividere esperienze nel contesto educativo in cui i bambini e le bambine vivono serenamente la loro quotidianità.

Si progettano percorsi in cui favorire la piacevolezza di una nuova e reciproca conoscenza, in cui offrire occasioni di incontro ripetute e cadenzate, scandite in un tempo definito in cui alimentare il piacere dell’attesa: “domani incontreremo la maestra …”

Ai bambini e alle bambine della scuola dell’infanzia il compito di co-progettare gli incontri dando modo di far conoscere la loro scuola, organizzando il tempo di una visita che di volta in volta diviene sempre più gradita, in cui spontaneamente svelarsi, ciascuno secondo le proprie competenze.

Uno spirito di accoglienza che si riflette nel piacere della maestra di restituire quanto ricevuto, invitandoli a scoprire il contesto della scuola primaria, confrontandosi rispetto ad aspettative reciproche.

Introdurre cambiamenti in stanza

Nel corso dell’anno gli angoli delle stanze del nido e le classi della scuola dell’infanzia sono soggetti a possibili cambiamenti in base alle osservazioni delle educatrici/insegnanti rispetto all’evoluzione del gioco del/della bambino/a. Le modifiche proposte sono graduali ed in genere comportano un arricchimento del materiale già presente, in considerazione dell’opportunità di introdurre ulteriori variabili per far evolvere il gioco stesso.

Raccontiamo a tal proposito un cambiamento proposto in una stanza del nido.

Si è osservata la particolare piacevolezza, da parte di un gruppo di bambini/e, di entrare in relazione con materiali con cui sperimentare l’incastro, piuttosto che il gioco del dentro e fuori. Si è pensato di progettare un angolo specifico in cui lasciare a disposizione materiale di diverso genere, forma e dimensione.

Gli oggetti che l’educatrice ha predisposto suggeriscono possibili utilizzi, ma lasciano ampio margine a combinazioni differenti e a sperimentazioni in cui confrontarsi con la perseveranza, l’eventuale errore e la pluralità di scelte possibili.

La quantità del materiale introdotto dà modo a più di un/una bambino/a di approcciarsi contemporaneamente allo stesso. L’idea è di favorire una possibile condivisione o cooperazione. “Favorirla” non significa avere particolari aspettative sul fatto che venga agita, ma semplicemente creare le condizioni per cui si possa verificare.

L’ampliamento della proposta e la scelta di dedicare uno spazio specifico al materiale aggiunto è stata pensata in riferimento ad un gruppo specifico di bambini/e, ma si rileva interessante anche altri/e, i/le quali colgono la presenza di elementi di novità. Non si tratta semplicemente di una questione di infilo o di incastro, la bellezza di questo tipo di materiale è che attiva nella relazione con esso processi di apprendimento e di ricerca: osservare le caratteristiche di ciascun elemento, ritrovarsi a metterli in comparazione, verificarne le proprietà, ipotizzare possibili relazioni … e nel frattempo l’attenzione viene rapita dalla curiosità e da un forte interesse.