Introdurre cambiamenti in stanza

Nel corso dell’anno gli angoli delle stanze del nido e le classi della scuola dell’infanzia sono soggetti a possibili cambiamenti in base alle osservazioni delle educatrici/insegnanti rispetto all’evoluzione del gioco del/della bambino/a. Le modifiche proposte sono graduali ed in genere comportano un arricchimento del materiale già presente, in considerazione dell’opportunità di introdurre ulteriori variabili per far evolvere il gioco stesso.

Raccontiamo a tal proposito un cambiamento proposto in una stanza del nido.

Si è osservata la particolare piacevolezza, da parte di un gruppo di bambini/e, di entrare in relazione con materiali con cui sperimentare l’incastro, piuttosto che il gioco del dentro e fuori. Si è pensato di progettare un angolo specifico in cui lasciare a disposizione materiale di diverso genere, forma e dimensione.

Gli oggetti che l’educatrice ha predisposto suggeriscono possibili utilizzi, ma lasciano ampio margine a combinazioni differenti e a sperimentazioni in cui confrontarsi con la perseveranza, l’eventuale errore e la pluralità di scelte possibili.

La quantità del materiale introdotto dà modo a più di un/una bambino/a di approcciarsi contemporaneamente allo stesso. L’idea è di favorire una possibile condivisione o cooperazione. “Favorirla” non significa avere particolari aspettative sul fatto che venga agita, ma semplicemente creare le condizioni per cui si possa verificare.

L’ampliamento della proposta e la scelta di dedicare uno spazio specifico al materiale aggiunto è stata pensata in riferimento ad un gruppo specifico di bambini/e, ma si rileva interessante anche altri/e, i/le quali colgono la presenza di elementi di novità. Non si tratta semplicemente di una questione di infilo o di incastro, la bellezza di questo tipo di materiale è che attiva nella relazione con esso processi di apprendimento e di ricerca: osservare le caratteristiche di ciascun elemento, ritrovarsi a metterli in comparazione, verificarne le proprietà, ipotizzare possibili relazioni … e nel frattempo l’attenzione viene rapita dalla curiosità e da un forte interesse.

Dare spazio all’imprevisto

L’autunno particolarmente piovoso sta avendo delle piacevoli conseguenze sui nostri giardini.

Abbiamo scoperto ad esempio che il vento e le piogge intense provocano un’ accelerazione della caduta dei fiori dei pini che si depositano sul terreno. Materiale non molto gradito al senso estetico degli adulti, ma particolarmente ricco e stimolante per i/le bambini/e.

Un’opportunità imprevista che ha sostenuto per qualche giorno il gioco simbolico: gruppi spontanei di bambini/e si sono organizzati per condividere intenzioni differenti. C’è chi si è organizzato in modalità efficaci di raccolta, chi ha creato tane per gli animali, chi ha cucinato dolci da offrire durante le feste, chi si è improvvisato cuoco ideando piatti creativi, chi li ha utilizzati come materiale da trasporto nel proprio cantiere.

Oltre a prestarsi a giochi piacevolmente condivisi, i fiori hanno generato riflessioni e ragionamenti rispetto alla loro consistenza, alla loro funzionalità, ci si è interrogati di fronte alle loro proprietà e al loro processo di trasformazione.

C’è chi inoltre ha provato piacere nel proporre ipotesi rispetto alle forme accidentalmente createsi sul terreno.

B1: “Maestra guarda!! Un delfino“. M.: “Caspita, ma voi la vedete la bocca?

B2: “Certo, è lì davanti”. B1: “No, non vedi che è chiusa?”

B2: “Sì, è chiusa, ma è lì davanti. Lì dietro c’è la coda ed anche le zampe”

B1: “Ma i delfini non hanno le zampe”

B2: “Allora forse è un cane, in verità”

Questa esperienza inaspettata ci ha dato modo di riflettere sul fatto che, tra quello che noi insegnanti pensiamo di offrire ai/alle bambini/e e ciò che effettivamente accade, si genera uno spazio altro, quello degli apprendimenti collaterali, favoriti dalla propensione dei/delle bambini/e ad essere esploratori/esploratrici di conoscenza.