Una nuova identità di classe

  

Durante queste prime settimane le maestre della scuola dell’infanzia si ritrovano a vivere le prime giornate in classe dove co-costruire insieme ai bambini e alle bambine una nuova identità di classe.

Per alcuni/e si comincia a maturare la consapevolezza di giocarsi un ruolo differente rispetto all’anno passato.

Termini quali: “grandi”, “mezzani” e “piccoli” assumono significati arbitrari: un bambino chiamato “piccolo” alla scuola dell’infanzia, in un contesto come lo zero sei, si sente “grande” rispetto agli amici del nido, così come un “grande”  riflette sul fatto che in alcuni contesti viene considerato dagli adulti ancora un bambino “piccolo”, difendendo quei benevoli privilegi che l’età dell’infanzia a volte garantisce.
Insomma meglio chiamarsi per nome e rimandare a ciascuno la libertà di potersi calare in una, piuttosto che nell’altra categoria, o in entrambe, in base alle circostanze.

Giorno dopo giorno si gusta la piacevolezza di ritrovarsi e di iniziare a conoscere i/le nuovi/e arrivati/e attraverso la dimensione del gioco.

Il gioco che assume una moltitudine di sfaccettature, modalità prediletta con cui i bambini e le bambine scoprono il mondo circostante.
Chi l’avrebbe mai detto che un semplice bastone potesse fungere da mediatore efficace nella relazione? Che dire del fascino di una scoperta condivisa? La meraviglia non ha età, così come il piacere di indagare insieme ciò che genera stupore.

C’ è da vivere anche il piacere di essere aiutati o di mostrare un’abilità a chi si valuta essere titubante. Dietro alla scelta di chiedere: “ti aiuto?” c’e’ un riconoscimento delle proprie competenze ed il desiderio di metterle a disposizione degli altri.

Si creano inoltre situazioni in cui ci si ritrova semplicemente a condividere uno spazio, piuttosto che un gioco ritenuto interessante. Uno sguardo o prolungati silenzi ci raccontano comunque di una relazione. Scegliere di assumere un ruolo attivo e dinamico piuttosto che soffermarsi ad osservare fa parte delle specificità di ciascuno. Tale prerogativa va colta nel qui ed ora, perché con il trascorrere del tempo avrà modo di intrecciarsi con altre modalità di stare nella relazione.

 

L’inizio di un ambientamento

I primi giorni di frequenza al nido sono caratterizzati, come da consuetudine, da qualche ora di compresenza in stanza del/della bambino/a, l’adulto di riferimento e l’educatrice.

Durante il colloquio conoscitivo con l’educatrice, avvenuto qualche giorno prima, sono state condivise alcune buone pratiche organizzative, appositamente pensate, atte a dare indicazioni rispetto alla contemporanea presenza in stanza di più figure adulte.

Questi primi incontri aprono a sguardi conoscitivi, a dialoghi, a silenzi, forniscono l’opportunità di approfondire una conoscenza reciproca e sono garanti di un tempo dedicato alla scoperta del contesto nido e della preziosa relazione mamma/papà bambino/a.

Le educatrici prediligono restare in disparte, assumendo per lo più un ruolo osservativo, consapevoli di essere delle estranee di fronte agli sguardi attenti dei bambini e delle bambine che gradualmente avranno modo di aprirsi alla relazione e di richiedere una prossimità posturale, ciascuno con la propria modalità ed i propri tempi.

La curiosità verso il contesto esperienziale, che a mano a mano si svela di fronte ai/alle bambini/e, anticipa generalmente l’attenzione offerta a quell’ignota figura adulta accogliente che lo abita, ma la consapevolezza che lei ci sia, quella è presto acquisita.

Sono giorni in cui…

 

Da qualche giorno ha avuto inizio l’anno educativo nel nostro servizio zero sei.

C’è chi ha oltrepassato la porta d’ingresso del nido e della scuola dell’infanzia per la prima volta, trascorrendo le prime mattinate insieme e chi si è ritrovato dopo la pausa estiva.

Viviamo i giorni del così detto “ambientamento”, giorni in cui per alcune famiglie è tempo di conoscere il contesto educativo che si è scelto di abitare, in cui si gettano le basi di una nuova comunità educante. 

Sono i giorni in cui rinnovare o imbastire quel rapporto di fiducia che con il tempo andrà consolidandosi, in cui gli adulti che si prendono cura dei bambini e delle bambine si aggiornano rispetto alle conquiste raggiunte nei mesi estivi, o hanno modo di presentare ed accogliere le storie di ciascun bambino e di ciascuna bambina.

I giorni in cui bambini e bambine si incontrano nuovamente nel loro gruppo classe, nelle stanze del nido, riassaporando il piacere delle relazioni ludiche o si imbattono in nuove conoscenze, iniziando o riprendendo un percorso di crescita ed apprendimento condiviso.

Sono giorni particolarmente intensi in cui condividere emozioni ed aspettative ….

A noi tutti e tutte un caloroso buon inizio anno educativo!!!