Dare spazio all’imprevisto

L’autunno particolarmente piovoso sta avendo delle piacevoli conseguenze sui nostri giardini.

Abbiamo scoperto ad esempio che il vento e le piogge intense provocano un’ accelerazione della caduta dei fiori dei pini che si depositano sul terreno. Materiale non molto gradito al senso estetico degli adulti, ma particolarmente ricco e stimolante per i/le bambini/e.

Un’opportunità imprevista che ha sostenuto per qualche giorno il gioco simbolico: gruppi spontanei di bambini/e si sono organizzati per condividere intenzioni differenti. C’è chi si è organizzato in modalità efficaci di raccolta, chi ha creato tane per gli animali, chi ha cucinato dolci da offrire durante le feste, chi si è improvvisato cuoco ideando piatti creativi, chi li ha utilizzati come materiale da trasporto nel proprio cantiere.

Oltre a prestarsi a giochi piacevolmente condivisi, i fiori hanno generato riflessioni e ragionamenti rispetto alla loro consistenza, alla loro funzionalità, ci si è interrogati di fronte alle loro proprietà e al loro processo di trasformazione.

C’è chi inoltre ha provato piacere nel proporre ipotesi rispetto alle forme accidentalmente createsi sul terreno.

B1: “Maestra guarda!! Un delfino“. M.: “Caspita, ma voi la vedete la bocca?

B2: “Certo, è lì davanti”. B1: “No, non vedi che è chiusa?”

B2: “Sì, è chiusa, ma è lì davanti. Lì dietro c’è la coda ed anche le zampe”

B1: “Ma i delfini non hanno le zampe”

B2: “Allora forse è un cane, in verità”

Questa esperienza inaspettata ci ha dato modo di riflettere sul fatto che, tra quello che noi insegnanti pensiamo di offrire ai/alle bambini/e e ciò che effettivamente accade, si genera uno spazio altro, quello degli apprendimenti collaterali, favoriti dalla propensione dei/delle bambini/e ad essere esploratori/esploratrici di conoscenza.

La festa di Nicola Barrè

Sabato mattina il personale educativo della scuola e le famiglie si sono ritrovate nel consueto e tradizionale appuntamento della festa del beato Nicola Barrè, il fondatore della congregazione delle suore del Bambino Gesù. A seguito della celebrazione liturgica in Chiesa ci si è recati a scuola e tutti i partecipanti hanno preso parte alle iniziative organizzate per ciascun ordine scolastico.

Le famiglie di nido ed infanzia si sono prodigate inizialmente nel confezionare i biscotti per esporli al banchetto della vendita.

La finalità principale dell’evento è quella di ritagliarsi un tempo per ritrovarsi a condividere il piacere di un incontro, di stare insieme e di conoscersi in un tempo “altro” rispetto a quello del saluto mattutino e del ricongiungimento. Un tempo in cui l’incombenza del lavoro viene accantonata e si ha modo di scambiare due chiacchiere con chi si intravvede di fretta durante la settimana o di associare finalmente un volto a quel nome che ricorre nei racconti serali del/della proprio/a foglio/a.

Tra gli aspetti più carichi di emozione la possibilità dei bambini e delle bambine, dopo l’allestimento dei biscotti, di poter condurre i propri genitori nelle loro classi e di “raccontarle”, avendo la possibilità di coinvolgerli nei giochi, di spiegare loro l’utilizzo di alcune proposte, di mostrare gli angoli di apprendimento che abitano quotidianamente da protagonisti.

Anche i bambini e le bambine del nido e le loro famiglie sono stati accolti nelle classi della scuola dell’infanzia. Non tutti avevano già avuto modo di conoscerle, ma l’iniziale sensazione di estraneità ha lasciato presto il sopravvento alla curiosità ed al piacere di condividere un clima di densa piacevolezza.

Nonostante il ripetersi annuale dell’iniziativa ogni anno si rinnova la sensazione che queste occasioni di incontro, in cui la formalità resta timidamente alla porta, ci offrono la consapevolezza che una comunità educante va al di là di una corresponsabilità condivisa in termini di compiti reciproci, di diritti e doveri a cui adempiere e che il suo senso più profondo è da ricercare nella piacevolezza delle relazioni che si rispecchiano nel comune desiderio di offrire benessere ai bambini e alle bambine.

Materiale di recupero e di scarto a disposizione

Sia al nido che alla scuola dell’infanzia è stato introdotto materiale di scarto e di recupero nella consapevolezza che costituiscano un’opportunità atta a promuovere la relazione, la diversità, le condotte ludiche esplorative dei bambini e delle bambine, sostenendo i loro processi di conoscenza.

Tale scelta è in linea con l’orientamento generale perseguito dal servizio in cui si cerca di offrire un contesto educativo in grado di sostenere il processo creativo, la discussione, la scoperta e favorire la formazione di una mente elastica, aperta e flessibile, quale è quella dei bambini e delle bambine.

La funzionalità educativa del materiale destrutturato è ormai nota. Sia le educatrici che le insegnanti hanno scelto di dedicare del tempo all’osservazione dei bambini e delle bambine durante l’utilizzo di questo materiale per leggerne significati possibili.

Estremamente interessante risulta riflettere sulla processualità del suo utilizzo, riconoscendo, tra l’altro, l’opportunità di osservare l’approccio di bambini e bambine di età differenti.